Nuoto Paralimpico

La forza non deriva dalle capacità fisiche, ma da una volontà indomita.
Mahatma Gandhi

La forza non deriva dalle capacità fisiche, ma da una volontà indomita.
Mahatma Gandhi

Descrizione

Nel nuoto paralimpico vengono svolti tutti gli stili (stile libero, delfino, rana, crowl, dorso) presenti nel nuoto per normodotati e adattati in funzione della disabilità.           
È uno sport che, per le sue caratteristiche, può accogliere e soddisfare anche le persone con disabilità motoria più grave. 

parola chiave

Determinazione

“Superare le barriere architettoniche, fare sacrifici, raggiungere un obiettivo con le difficoltà fisiche ha bisogno di una grande dose di determinazione.”
Pico V.

Cosa sviluppa?

Capacità motorie

  • Resistenza: “Intendo resistenza alla fatica, perché hai a che fare con un elemento esterno, l’acqua. Questa può agevolarti sotto alcuni aspetti ma stancarti sotto molti altri.” Pico V.
  • Capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti: Braccia e gambe si muovono contemporaneamente in modo diverso. A questi movimenti bisogna combinare la giusta respirazione;
  • Capacità di ritmo: “È tutto ritmato nel nuoto. Devi adattare i diversi stili al tuo corpo e trovare il tuo ritmo per poi imparare ad aumentarlo e a diminuirlo a seconda di ciò che ti serve in gara.” Pico V.
  • Capacità di reazione: Fondamentale. Ci si riferisce alla partenza dal muretto;
  • Mobilità articolare: “Molto importante perché una bracciata come una gambata, se fatte con maggiore ampiezza, possono aiutarti a guadagnare maggior terreno.” Pico V.


altre abilità
(Mentali, Valoriali, etc...)

  • Concentrazione: È fondamentale per fare bene;
  • Precisione: “Penso sia l’aspetto più importante perché, essendo disabile, quel movimento lo devi fare sempre bene, sempre uguale e sempre preciso, altrimenti perdi tantissimo a livello di cm in acqua: basta una mano messa in modo sbagliato che cambia completamente l’assetto del corpo. Di fatto, se un normodotato sbaglia una mezza bracciata in gara, ha la possibilità di recuperare molto più facilmente rispetto a un disabile che, invece, rischia di perdere la gara.” Pico V.
  • Percezione tattile: “L’acqua si deve sentire.” Pico V.
  • Fiducia in se stessi: “Fare sport aiuta a scoprire e riscoprire le personali abilità residue e ad acquisire un po’ più di fiducia in se stessi, anche al di fuori del contesto sportivo.” Pico V.
  • Gestione della fatica: “Nel nuoto non c’è un altro modo per imparare o ottenere dei risultati…devi far fatica!” Pico V.
  • Gestione dell’ansia: “Essendo uno sport individuale sei responsabile di tutto ciò che fai, soprattutto in gara, dove ti giochi tutto e l’errore non può essere contemplato. Per questo è importante mantenere la calma, gestire l’ansia e rimanere concentrati su ciò che c’è da fare.” Pico V.


Se faccio Nuoto Paralimpico cosa imparo?

A livello amatoriale

  • Respirazione
  • Galleggiamento supino o prono
  • Scivolate: la partenza dal muretto in posizione supina o prona
  • Dorso
  • Crowl

a livello agonistico

  • I 5 stili: dorso, crowl, rana, delfino, nuotata subacquea
  • Regolamento di gara: Es. sapere come partire

Curiosità

  • Chi può praticare questo sport: “In linea di massima, tutte le persone con disabilità (dalla più lieve alla più grave) possono imparare a nuotare usando le proprie capacità residue. Anzi, è lo sport dove ci sono meno limitazioni da questo spunto di vista.” Pico V.
  • Perché scegliere questo sport: “Perché secondo me nuotare è una di quelle cose che bisogna imparare nella vita. Che tu sia disabile o meno. È utile! Inoltre l’acqua, per quanto potenzialmente pericolosa, annulla qualsiasi disabilità perché tutti galleggiano!” Pico V.           
  • Ti aiuta a superarti: “Ci sono spesso barriere architettoniche che ti ostacolano e che ti mettono in difficoltà. Riuscire a superarle e a cavartela da solo aumenta la percezione di controllo della tua vita. 
    Inoltre, quando nuoti, sei tu e il tuo fisico: questo comporta che non hai ausili di nessun tipo (es. carrozzine, attrezzi vari ecc.) e che sei costretto ad andare oltre l’imbarazzo di farti vedere in costume. Riuscire a superare anche questi ostacoli, ti permette di acquisire grande sicurezza in te stesso. E alla fine la disabilità non la noti neanche più, è normalità.” Pico V.

La psicologa dello sport di Orangogo ringrazia per la collaborazione Valentina Pico, Allenatore FIN (Federazione Italiana Nuoto), FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) e FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabili Intellettivi Relazionali)